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Dalla vicenda personale all’elemento di prova processuale: Il valore dell’ausilio di un investigatore privato qualificato

In qualsiasi vicenda personale nella quale un soggetto si trovi coinvolto suo malgrado e dalla quale lo stesso rischi di subire un danno, sia esso di tipo economico (nel caso, ad esempio, di un creditore inadempiente), giuridico (nel caso in cui il soggetto sia stato indagato o abbia sporto querela in un processo penale, ugualmente se riveste la parte di attore o resistente in un processo civile), personale (tutte le vicende relative ad una causa di separazione o divorzio) ed in tutte quelle vicende in cui alcuni elementi suggeriscono che lo stesso sia prossimo a subire un danno (ad es. in presenza di elementi che suggeriscano un possibile atteggiamento scorretto da parte del proprio dipendente, del proprio concorrente commerciale o peggio ancora di un possibile caso spionaggio industriale all’interno della propria azienda) la massima aspirazione del soggetto in questione diventa quella di corroborare la propria teoria ed i propri dubbi dalla presenza di solidi elementi oggettivi in grado di reggere l’impatto di una possibile vicenda processuale (contraddistinta, quindi, dai contrattacchi della parte processuale avversaria) innalzandosi a livello di “prova” in grado di condizionare il libero convincimento del giudice.
Anche una volta nominato un difensore, il soggetto talvolta si trova comunque nella necessità di doversi avvalere di un esperto di indagini in campo civile e penale, dotato quindi di specifiche competenze tecniche e di apposita strumentazione tecnologica per poter fornire solidi elementi di prova utilizzabili in tribunale.
L’ultimo punto costituisce il tasto dolente della questione: in Italia il cittadino medio solitamente non ha una chiara cognizione della figura dell’investigatore privato e questo può comportare un duplice ordine di problemi:7
1) In primis, La possibile inconsapevolezza del bisogno dell’aiuto di un investigatore privato: Affidarsi ad un investigatore privato, complice anche una cultura mediatica che ha romanzato questa figura professionale ammantandola di un alone scenografico del tutto scollegato a quello che è nella realtà, talvolta è percepito come assoldare moralmente un mercenario esterno dalle dinamiche della giustizia.
Niente di più falso: la figura dell’investigatore privato è una figura professionale prevista e disciplinata ai sensi di legge, e dietro molte vicende giudiziarie sia in ambito civile che penale l’intervento di un investigatore privato ha inciso nell’esito finale del processo. La tendenza degli investigatori privati a rimanere solitamente “nell’ombra” risponde ad un’esigenza dettata da criteri tutt’altro che scenografici o truffaldini, ma va analizzata alla luce dell’ambito del rapporto altamente confidenziale che si instaura con il proprio cliente.
2) Si corre inoltre il rischio di affidarsi ad un abusivo: Partendo dal presupposto che ai sensi di legge è investigatore privato chi è munito di apposita licenza prefettizia, comprovante quindi una preparazione nel campo delle tecniche investigative, la mancanza di chiarezza in merito alla figura professionale in analisi può comportare talvolta l’affidamento dell’incarico investigativo ad un soggetto privo di tale requisito.
Qualora ci si affidi ad un investigatore senza licenza (senza mezzi termini: un abusivo) quanto detto finora perde di valore: un elemento di prova entra in un processo attraverso una serie di passaggi formali che una volta superati consentono, infine, di incidere sul “libero convincimento del giudice”.
L’importanza di richiedere all’investigatore a cui si affida l’incarico di mostrare la propria licenza serve quindi a tutelarsi in tal senso, in quanto le prove raccolte da un abusivo non sono utilizzabili in sede processuale.
L’utilizzo di un investigatore abusivo potrebbe comportare oltre che un danno economico, anche un danno giuridico in quanto le operazioni che compie solitamente un investigatore privato, qualora compiute da un soggetto terzo sono illecite, coinvolgendo quindi, in termini di responsabilità, anche la parte che lo ha assunto.
Richiedendo la licenza del proprio investigatore si dimostrerebbe quindi la buona fede nell’agire, tutelandosi dai rischi sopra descritti.